Stop alla Cannabis Light? Reazioni all’emendamento del governo nel DDL sicurezza

Opposizione all’Emendamento del Governo nel DDL Sicurezza

Come NativaCBD vogliamo portare all’attenzione di tutti i nostri clienti e sostenitori l’importante comunicato stampa dell’Associazione Canapa Sativa Italia del 26 Maggio 2024. Intendiamo esprimere la nostra ferma opposizione all’emendamento del Governo, inserito nel DDL sicurezza dal titolo “MISURE AVENTI AD OGGETTO LE INFIORESCENZE DELLA CANAPA E DEI PRODOTTI DA ESSE DERIVATI”. Questa normativa non solo tenta di distruggere il nostro settore, ma viola anche chiaramente le normative europee.

Stop alla Cannabis Light? Cosa dice l’emendamento al DDL Sicurezza
Il governo italiano ha presentato un emendamento al ddl sicurezza in esame presso la commissione della Camera, proponendo modifiche alla legge che regola la filiera della canapa a uso industriale, con THC inferiore allo 0,2%. L’emendamento vieta la coltivazione e la vendita delle infiorescenze di Cannabis Light (a basso contenuto di THC) per usi diversi da quelli espressamente indicati dalla legge, ossia solo per scopi industriali consentiti. Il commercio o la cessione delle infiorescenze sarà punito secondo le norme del Testo Unico sulle Sostanze Stupefacenti, equiparando la cannabis light a quella non light.
Quali prodotti sarebbero vietati?
Secondo l’emendamento, ogni derivato della pianta della canapa sarà vietato. Oltre alle infiorescenze di CBD, questo divieto includerebbe anche prodotti alimentari come semi, pasta e pane con Cannabis Light, oltre a oli di CBDestrattitisane, creme e liquidi per sigarette elettroniche. In sostanza, ci sarebbe un blocco sul commercio, la lavorazione e l’esportazione di foglie, infiorescenze, oli, resine e qualsiasi altra sostanza derivata da questa pianta. Questo porterebbe alla chiusura dei negozi attualmente attivi nel settore, e anche le tabaccherie non potrebbero più vendere questi tipi di prodotti.

Quali sono le reazioni? 

Una misura repressiva e punitiva immotivataRiccardo Magi, segretario di +Europa, ha dichiarato all’ANSA che questa misura repressiva e punitiva del governo è immotivata e drammatica. Secondo lui, l’emendamento intende danneggiare migliaia di operatori del settore della cannabis light, che ha un basso contenuto di THC e non ha effetti psicotropi. Magi sottolinea che l’equiparazione della cannabis light a quella con alto contenuto di THC è un errore grave e avrà conseguenze occupazionali negative in un settore che ha visto crescere molte attività lavorative negli ultimi anni. Sarebbe stato necessario un intervento chiarificatore nella direzione opposta, per permettere la produzione e commercializzazione delle infiorescenze della canapa.

Inoltre, Magi osserva che mentre altre democrazie avanzate, come la Germania, stanno andando verso la legalizzazione della coltivazione e del possesso di cannabis con più alti contenuti di THC, l’Italia ha un governo che sanziona anche quella legale. L’avvocato costituzionalista Giuseppe Libutti afferma che ‘Se approvato, il ddl porterà a contenziosi‘, spiegando che l’emendamento sembra basato su pregiudizi contro la cannabis e contrasta con la giurisprudenza relativa alla canapa industriale. Se approvato, l’emendamento aprirà la strada a numerosi contenziosi da parte degli operatori del settore, che svolgono attività lecite regolate dalla legge 246 del 2016.

Violazione della normativa europea

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nella sentenza del 19 novembre 2020 (causa C-663/18), ha stabilito chiaramente che il CBD, privo di effetti psicoattivi, non può essere considerato uno stupefacente e la sua commercializzazione non può essere vietata se prodotto legalmente in un altro Stato membro dell’UE. Il CBD è stato riconosciuto come non dannoso per la salute e la sua proibizione non è giustificata dai dati scientifici disponibili. Implementare una legge che vada contro queste direttive europee non solo è illegittimo, ma anche inefficace e in contrasto con giurisprudenza già consolidata.

Decisione del TAR Lazio

A conferma di ciò, il TAR del Lazio, con le sentenze n. 2613 e 2616 del 14 febbraio 2023, ha annullato il decreto “officinali” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 115 del 18 maggio 2022, che aveva inserito la cannabis sativa nell’elenco di varietà botaniche con regime speciale, limitando la coltivazione agricola e consentendo la commercializzazione solo dei semi e dei loro derivati. La sentenza ha ribadito che le restrizioni imposte dalla normativa italiana erano in contrasto con gli articoli 34 e 36 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), che garantiscono la libera circolazione delle merci.

Un settore in crescita 

Il settore della canapa light in Italia vale circa 150 milioni di euro all’anno e impiega 15 mila persone. Nonostante le difficoltà e le vessazioni subite, continuiamo a produrre e vendere un prodotto sicuro e non psicotropo, contribuendo all’economia nazionale e creando nuovi posti di lavoro, specialmente tra i giovani. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha raccomandato la declassificazione della cannabis e ha chiarito che il CBD non è uno stupefacente, confermando ulteriormente la sicurezza e legittimità del nostro lavoro. Il governo dovrebbe concentrarsi sul supportare la nostra crescita e sul consolidare la nostra forte posizione nel mercato europeo e mondiale della canapa. Le istituzioni dovrebbero essere alleate dei cittadini e delle imprese, non ostacolarne lo sviluppo. 

Stop alla Cannabis Light? Un attacco a sicurezza e legalità

Uno studio condotto nel 2019 dall’Università di York ha rivelato che la legalizzazione della vendita di Cannabis Light ha ridotto le attività criminali legate al traffico e allo spaccio di Cannabis con THC fino al 14%, comportando una perdita di entrate per le organizzazioni criminali stimata tra i 90 e i 170 milioni di euro. Nel primo anno dalla sua introduzione, la canapa legale si è dimostrata un efficace strumento per contrastare il mercato nero della Cannabis con THC e migliorare la sicurezza pubblica.

Come team di NativaCBD, supportiamo pienamente il comunicato di Canapa Sativa Italia, impegnandoci a lottare per difendere il settore della Cannabis Light nel nostro paese. Continueremo a difendere il nostro diritto di lavorare in questo settore e a promuovere un dialogo costruttivo per il bene dell’economia e della società italiana. Invitiamo tutti i consumatori a dimostrare il loro sostegno facendo un acquisto sul nostro sito. Un gesto concreto per contrastare il proibizionismo e sostenere un settore che merita di essere tutelato, protetto e incentivato dalle istituzioni.

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