Indica e Sativa: quali sono le differenze?

Le principali categorie di Cannabis Light

Da quando sono stati introdotti oltre 200 anni fa, i termini “indica” e “sativa” sono stati utilizzati come il principale metodo di classificazione delle piante di cannabis in base alle loro caratteristiche visive e agli effetti presunti. Tuttavia, in quest’era moderna della cannabis, la distinzione secolare tra indica e sativa conserva ancora la sua validità? 

Cosa sono Indica e Sativa?

Sativa e Indica sono universalmente riconosciute come le due principali tipologie di Cannabis. Nonostante l’uomo faccia uso di questa pianta da millenni e ne conosca le proprietà, la classificazione in diverse varietà risale al XVIII secolo. In quel periodo, il botanico svedese Carlo Linneo, convinto che esistesse una sola varietà di Cannabis, assegnò il nome di Sativa alla tipologia conosciuta.

Pochi anni dopo, nel 1785, il naturalista francese Jean-Baptiste Lamarck notò che la Cannabis proveniente dall’India aveva effetti psicotropi assenti nella Cannabis diffusa in Europa. Questa osservazione lo portò a dedurre l’esistenza di due varietà di piante, e fu così che nominò la varietà indiana Indica.

Attualmente, Sativa e Indica rimangono le varianti più comuni, nonostante nel secolo scorso il botanico russo D. E. Janichevsky abbia identificato una terza specie, principalmente diffusa in Russia, nota come Ruderalis.

Esiste una differenza tra gli effetti prodotti dall’Indica e Sativa?

Alcuni studi affermano che esiste una distinzione chiara tra Indica e Sativa, specialmente dal punto di vista dell’aspetto, ma nel corso degli anni sono emerse sempre più varietà ibride che hanno in effetti attenuato tali differenze. Questa attenuazione è stata favorita dalla crescente domanda di mercato, che ha spesso portato a incroci tra le varietà Indica e Sativa, dando così origine a nuove tipologie. Attualmente, individuare piante di Indica o Sativa pura è diventato complesso.

Inoltre, piante esteticamente simili possono presentare principi attivi completamente diversi. Per questo motivo, recentemente si è inclini a classificare i prodotti come a predominanza Sativa o a predominanza Indica, in base al tipo di pianta a cui sono più simili.

A livello scientifico, non esiste un consenso univoco sulla classificazione della Cannabis. Mentre alcuni studiosi riconoscono la distinzione tra Indica e Sativa, altri mostrano alcune perplessità in proposito. Tuttavia, è innegabile che le due varietà presentino diversi aspetti che le caratterizzano.

Differenze genetiche

La ricerca indica che dal punto di vista genetico è impossibile determinare se una pianta di cannabis sia di tipo Indica o Sativa. Non esistono differenze nei geni che possano giustificare una diversa composizione di cannabinoidi. Ciò che emerge principalmente dagli studi è la necessità di non basarsi esclusivamente su queste distinzioni genetiche, ma di considerare piuttosto il profilo terpenico specifico di una determinata pianta di cannabis per identificarne le caratteristiche.

Le differenze tra cannabis Indica e Sativa sono, in realtà, fenotipiche. Questo significa che, secondo diversi studi, tra cui uno condotto dall’Università di Dalhousie in Canada e dall’Università di Wageningen in Olanda, i termini Indica e Sativa spesso non riflettono la vera composizione genetica e chimica delle piante di cannabis. Inoltre si pensa che la Cannabis Sativa abbia una predominanza di THC, mentre nell’Indica prevale il CBD. Leggi questo articolo per approfondire la differenza tra THC e CBD.

Gli studiosi hanno esaminato centinaia di campioni di cannabis, scoprendo che le denominazioni Indica e Sativa sono spesso etichette che non corrispondono alla reale composizione genetica e ai livelli di principi attivi delle piante.

Aspetto della Pianta

La prima differenza riguarda l’aspetto delle piante di Cannabis. La Sativa è caratterizzata da una struttura alta, poco ramificata e con foglie strette, raggiungendo talvolta altezze superiori ai 4 metri, rendendola adatta principalmente alla coltivazione all’aperto. Al contrario, la Cannabis Indica è più bassa, più ramificata, con foglie più larghe, ed è adatta anche per la coltivazione indoor.  Le infiorescenze delle sativa sono più leggere, lunghe, affusolate e vaporose. È probabile che un sacchetto di fiori sativa darà l’impressione di contenere molto più materiale, a causa della minore densità. Al contrario, le infiorescenze indica sono tipicamente molto più compatte e dense.

Provenienza e Diffusione

Le caratteristiche delle piante sono strettamente legate alla loro provenienza. La Sativa è originaria delle zone tropicali e cresce spontaneamente in Paesi come Colombia, Vietnam, Thailandia, Messico e alcune regioni dell’Africa. La sua fioritura è più lunga rispetto alla variante Indica. Quest’ultima si trova principalmente nelle zone fredde e montuose del Nepal o del subcontinente indiano, con tempi di fioritura più brevi e capacità di sopravvivere a temperature più rigide.

Sapore

Distinguere le piante di Indica e Sativa soltanto sul gusto non è facile poichè alcuni composti fitochimici aromatici chiamati terpeni sono responsabili del vibrante gusto e profumo dell’erba, e ogni varietà contiene proporzioni differenti di queste molecole. I fiori indica offrono gusti più dolci e ricchi di miele e frutti, mentre le piante sativa producono aromi più intensi con note terrose pronunciate.

Tempi di fioritura 

Se ci limitiamo a considerare il fattore tempo, le varietà di Indica sono caratterizzate da una fioritura molto più veloce, potendo sbocciare in soli 45-60 giorni dalla semina. Questo rappresenta forse la differenza più evidente tra Indica e Sativa, poiché la Sativa richiede molto più tempo per completare il processo di fioritura. Affinché una Sativa possa vantare una fioritura degna di nota, è necessario un periodo compreso tra i 60 e i 90 giorni dalla semina iniziale. Tuttavia, la Sativa impiega meno tempo dell’Indica per la fase di crescita vegetativa che precede la fioritura finale. Per questo motivo, il tempo totale richiesto dalla Sativa, alla fine, si rivela essere equivalente a quello dell’Indica.

Indica e Sativa generano effetti diversi?

Oltre alle differenze di tipo morfologico, la comunità della cannabis è in grado di distinguere i ceppi indica da quelli sativa in base agli effetti generati dalle cime. Quasi tutti i consumatori di cannabis, infatti, concordano che le varietà sativa sono stimolanti ed energizzanti, mentre le indica sono profondamente sedative.

È importante sottolineare che gli effetti della cannabis light possono variare notevolmente da individuo a individuo e dipendono da molti fattori, tra cui la sensibilità personale, la dose e il metodo di utilizzo. Anche per questo motivo, parlare di differenze tra Cannabis Indica e Sativa ha poco senso, leggi questo articolo per scoprire di più! Secondo la classificazione attualmente accettata il genere comprende un’unica specie, Cannabis sativa. Altre specie riconosciute in passato, Cannabis Indica e Cannabis Ruderalis, sono attualmente considerate come mere varianti fenotipiche. Tuttavia, la distinzione continua ad essere in uso, soprattutto per quanto riguarda il mercato ricreativo e, in alcuni casi, è utilizzata anche in campo medico-scientifico. 

I termini “sativa” e “indica” risalgono al XVIII secolo e sono stati coniati per classificare la cannabis in base a notevoli differenze morfologiche. Nonostante siano passati oltre 200 anni, questi termini continuano ad essere utilizzati per descrivere gli effetti delle diverse varietà di cannabis, anche se manca un fondamento scientifico sostanziale.

La nostra comprensione della cannabis sta crescendo rapidamente, insieme alla nostra capacità di analizzare la sua composizione chimica nei moderni laboratori. Nel frattempo, l’accessibilità alla cannabis sta aumentando grazie ai cambiamenti politici. In queste circostanze, potrebbe essere opportuno considerare l’abbandono della secolare nomenclatura “indica/sativa” a favore di approcci più scientificamente supportati, basati sulla composizione chimica della pianta.

Noi di NativaCBD trattiamo esclusivamente infiorescenze provenienti da Cannabis Sativa 100% Light. E tu, che ne pensi di questa nomenclatura? Facci sapere nei commenti!

 

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